Gioco responsabile

L’avvento di internet ha rivoluzionato parecchi settori. Tante attività, che erano appannaggio di luoghi tradizionali, oggi hanno assunto una dimensione privata. Con linee internet sempre più veloci, dal costo contenuto e dispositivi performanti, anche il gioco è ora alla portata di tutti. In ogni luogo e ogni momento della giornata senza neanche l’imbarazzo di farsi vedere in un casinò o in una sala slot, magari dall’aria un po’ equivoca.

Nello specifico il gioco d’azzardo ha acquisito una base di utenti che prima difficilmente potevano permettersi un viaggio in un casinò tradizionale. Ma questo ampliamento dell’utenza ha anche moltiplicato il numero di casi di ludopatia. Quando il gioco esce dalla sua dimensione di divertimento e entra nella patologia allora può essere devastante, sia per il giocatore che per le persone del suo nucleo familiare.

In questo articolo proviamo a capire bene cosa sia la ludopatia, come riconoscere il problema e cosa fare per riportare il gioco al suo scopo principale: il puro divertimento.

Che cos’è la ludopatia

La ludopatia è la dipendenza dal gioco d’azzardo. Il termine ludopatia è pressoché accettato come sinonimo del nome ufficiale “gioco d’azzardo patologico”, abbreviato spesso come GAP, nei testi medici e psichiatrici. La ludopatia è classificata nell’ambito del disordine mentale secondo la American Psychiatric Association.

Sono stati individuati diversi tipi di giocatori con problemi legati all’eccessivo gioco. Ecco alcuni dei profili che si incontrano più spesso:

  • il giocatore problematico è una persona convinta di poter vincere, totalmente rapita dall’idea del colpo fortunato o dello spin che gli cambierà la vita. Crede sempre di essere a un passo dalla vittoria ma continua a inserire gettoni o lasciare fiches sul tavolo. Sente che la vittoria è a pochi passi da lui ma non riesce mai ad agguantarla;
  • il giocatore compulsivo è caratterizzato da una sorta di fame del gioco e delle emozioni correlate. Questo tipo di giocatore non ha l’obiettivo di vincere ma solo di continuare a giocare. Trova emozioni nelle slot machine rumorose e colorate o nel ticchettio della pallina della roulette. Il suo obiettivo è continuare a giocare, se potesse anche all’infinito, senza preoccuparsi del tipo di gioco e senza seguire una strategia;
  • il giocatore indulgente gioca per noia o per disinteresse da tutto il resto. Il gioco aiuta a non farlo pensare, immergendolo in una sorta di vuoto mentale che gli spazza via i problemi sociali o di rapporti con gli altri. Non si accorge di quanto sta giocando perché potrebbe andare avanti per ore, sia con puntate di importi ridotti che elevati.

Riconoscere una persona affetta da questo problema

Nessun giocatore patologico pensa di essere affetto da ludopatia. La famosa frase “smetto quando voglio” è solo un inefficace palliativo e una scusa buona per continuare a comportarsi nella stessa maniera. Ci vuole della forza interiore per ammettere il problema. Un punto di partenza per individuare il problema sono gli atteggiamenti ricorrenti nei giocatori patologici.

Se per caso senti di avere qualcuno di questi indizi allora potresti essere finito nella spirale della ludopatia:

  • tristezza, ansia o preoccupazioni diventano scuse per giocare;
  • pensiero fisso sul gioco in ogni momento;
  • hai provato a smettere di giocare ma non sei riuscito nell’intento;
  • sei irrequieto quando provi a giocare meno del solito;
  • passi troppo tempo e spendi troppi soldi nel gioco, più di quanto vorresti;
  • aumenti le somme giocate per tentare di recuperare quelle perdute;
  • chiedi prestiti per coprire le tue perdite al gioco;
  • il gioco sta lacerando le tue relazioni professionali creando problemi sul lavoro;
  • ti senti depresso e delle volte pensi al suicidio.

Avvertenza: questi sono solo indizi che potrebbero rilevare il problema ma solo uno specialista può effettuare una vera diagnosi. Il primo passo per risolvere un problema è ammettere che ci sia, ma spesso chi è ossessionato dal gioco non è in grado di farlo. In caso di dubbi o della presenza di diversi indizi riportati, la cosa migliore è consultare un terapista o uno psichiatra prima che la situazione degeneri definitivamente.

Le cause della ludopatia

Diversi fattori possono contribuire alla dipendenza dal gioco. Il bisogno di soldi, la sete di emozioni forti o la voglia di elevare il proprio status sociale apparendo come un giocatore d’azzardo di successo.

Liberarsi da questo problema è difficile. Neanche una grossa e fortuita vincita riesce a calmare il ludopatico. La somma fortuitamente vinta non sarà sufficiente a coprire le perdite accumulate e darà nuove motivazioni per giocare grazie alla verifica che grosse vincite sono realizzabili.

▶️Fattori biologici

Diversi studi sono riusciti a tratteggiare il profilo medio di una persona con il problema della ludopatia. I primi fattori da considerare sono quindi quelli biologici.

Il problema si mostra in maniera più accentuata tra la popolazione maschile compresa tra i 20 e i 50 anni. Per quanto riguarda le donne, invece, potrebbero sviluppare il problema in una età anagrafica superiore a quella degli uomini e in genere è associato a stati di ansia o disturbi bipolari. Le donne cadono in un questa spirale deleteria in maniera più veloce degli uomini.

▶️Fattori psicologici

Non sono rari i casi in cui il gioco diventa una valvola di sfogo in seguito a eventi psicologici traumatici, o situazioni di stress prolungato. Un licenziamento improvviso, un divorzio o un grave lutto in famiglia sono tutte cause che possono spingere una persona a cercare svago nel gioco d’azzardo.

Altro fattore psicologico che spinge verso la ludopatia è un carattere estremamente competitivo spesso accompagnato da una tendenza a lavorare molte ore al giorno anche laddove non c’è un vero bisogno economico. L’irrequietezza, l’iperattività o la tendenza ad annoiarsi in fretta sono concause che spesso si sono registrate in questi casi.

▶️Fattori sociali

Anche l’ambiente sociale ha un ruolo nell’insorgenza di queste problematiche. Per esempio, contribuiscono al problema una bassa scolarizzazione, anche se spesso si riscontrano casi di persone con una buona base culturale e formativa. E anche la scarsa comprensione dei meccanismi di gioco, delle basi matematiche che permettono di capire effettivamente quante siano le probabilità di vittoria o la ferma convinzione di poter predire un risultato con delle strategie.

Non manca poi il fatto che molti rimangono affascinati da messaggi fuorvianti sul gioco e sulle possibilità di vincere o da un tipo di comunicazione che, magari in maniera non troppo velata, istiga le persone a rischio a giocare in maniera del tutto eccessiva.

▶️Comorbilità

La ludopatia ha una serie di problemi correlati che colpiscono il giocatore, oppure sono precedenti alla sua insorgenza tanto da favorirla. Questi possono acuire una situazione già compromessa e l’uscita da questo tunnel diventa particolarmente difficoltosa.

La letteratura medica riporta che la maggior parte delle volte, circa il 60% dei casi, il giocatore ossessivo è anche dipendente dalla nicotina. Quasi con la stessa percentuale troviamo coloro che fanno uso di sostanze e l’abuso di alcool è presente nel 28% delle volte. Diversi i casi di disordini mentali, dove quelli più frequenti sono il disturbo dell’umore, uno stato di ansia elevata o un forte regime depressivo. La ludopatia diventa in molti casi non l’unico problema ma uno degli aspetti di un quadro clinico e psicologico complesso che richiede l’aiuto di uno specialista.

Gli effetti negativi del gioco

Il gioco non va demonizzato in toto, quello che va combattuto è l’ossessione in cui alcuni precipitano. Questa provoca una serie di ulteriori problematiche che spesso isolano il soggetto rendendo ancora più difficile aiutarlo.

Tra le conseguenze del gioco compulsivo le più comuni sono:

  • problemi finanziari dove un giocatore non è più in grado di gestire i propri soldi e non si rende conto che sta prosciugando lo stipendio o i risparmi di una vita inseguendo una chimera. L’ossessione per il gioco fa quindi sprofondare il soggetto in problemi finanziari di ogni genere che possono andare dal non poter pagare l’affitto o altre rate fino a non poter essere più in grado di sostenere la propria famiglia;
  • problemi nella vita privata visto che il gioco toglie il tempo che il ludopatico potrebbe, o dovrebbe, passare con i propri cari. Spesso il giocatore compulsivo è un genitore o un compagno assente dalla vita familiare. Quando è presente diventa una persona ingestibile che pensa sempre al gioco e dove trovare altri soldi per poter nuovamente tentare la fortuna;
  • socialità, colui che viene individuato nel proprio ambito sociale come giocatore compulsivo viene gradualmente evitato e allontanato da parenti e amici. Molte sono le persone che non vogliono avere a che fare con ludopatici o semplicemente si sentono in imbarazzo. La rete sociale del soggetto si diluisce fino quasi a scomparire lasciandolo ancora più solo con il problema da cui difficilmente riuscirà a venire fuori;
  • problemi di salute, la ludopatia è accompagnata in molti casi da altre patologia o abusi, questi a loro volta possono creare problemi fisici. Questo aumenta la sensazione di disagio e malessere e per assurdo potrebbe spingere il giocatore ancora più verso il gioco con l’illusione di trovare il denaro per le cure di cui necessita.

La mania del gioco è un problema comune?

L’Istituto Superiore di Sanità ha effettuato nel 2018 un interessante studio sulla situazione del numero e del tipo di giocatori presenti in Italia (patologici e non). Sono stati considerati giocatori tutti coloro che almeno una volta nei precedenti 12 mesi dall'inizio dell'indagine condotta abbiamo giocato d’azzardo almeno una volta.

I date emersi sono interessanti:

  • numero di giocatori totali 18 milioni e 400 mila pari al 36,7% della popolazione;
  • sono in maggioranza uomini (10 milioni e mezzo) rispetto alle donne (7 milioni e novecentomila);
  • La fascia di età è quella tra i 40 ed i 65 anni.

Di questo numero totale di giocatori risulta che:

  • una quota dell’8%, circa un milione e mezzo, ha problemi derivanti dal gioco e non controlla il tempo che passa e il denaro che spende;
  • un altro milione e quattrocentomila sono a rischio moderato ovvero presentano saltuariamente i tratti tipici del profilo problematico;
  • ulteriori due milioni di persone sono considerate a basso rischio, ma non del tutto esenti, e il comportamento patologico si manifesta solo in rare occasioni;
  • la parte rimanente invece ha ben chiaro l’intento del gioco come passatempo divertente e riesce a gestire bene il rapporto con gioco d’azzardo o scommesse.

Tra i vari dati da sottolineare c’è quello che molti giocatori problematici, o a rischio moderato, sono convinti che al gioco si possa vincere facilmente.

Come uscire dalla mania del gioco

Se sei in questa situazione sappi che fermare la ludopatia può essere estremamente difficile e, una volta interrotto il gioco patologico, il compito arduo è di non ricaderci di nuovo. L’obiettivo è raggiungibile solo applicando una totale astinenza dal gioco, sono infatti molti gli ex giocatori problematici che trovano estremamente difficile anche giocare solo per divertimento.

Se hai questo problema rivolgiti a un professionista in grado di aiutarti. Qualora la tua situazione diventi grave, considera la possibilità di cercare un aiuto professionale il prima possibile. L’ausilio da parte di uno specialista della salute mentale o specializzato sulle dipendenze potrebbe fare la differenza. I metodi di trattamento professionale possono insegnare come stare lontano dal gioco d'azzardo. Sono molti i terapisti professionisti in grado di offrire un ottimo aiuto.

Pensa alle conseguenze e cosa la mania del gioco ha fatto passare a te e alle persone a te vicine: per esempio il dolore emotivo creato, le difficoltà economiche del tuo nucleo familiare e le bugie dette per mascherare la dipendenza dal gioco. Cerca di non soffermarti sul comportamento passato e usalo solo come motivazione per evitare il gioco d'azzardo in futuro.

Riprendi in mano un vecchio hobby: se hai questo problema ti sei reso conto che hai lasciato andare via le tue passioni o hobby precedenti man mano che il gioco divorava la tua vita. Ecco il momento giusto per riaccendere le vecchie passioni. Questo aumenta l’autostima e aiuta nel tornare a fare uno stile di vita normale. Quindi è importante trovare un'attività più salutare per sostituire la dipendenza negativa. Questo ti terrà concentrato sui benefici del tuo nuovo stile di vita piuttosto che su ciò che ti stai perdendo.

Come aiutare qualcuno a uscire da questa dipendenza?

Molti giocatori potrebbero non essere consapevoli di avere un problema e delle volte arrivano a negare anche l’evidenza. Di conseguenza, affrontare il problema del loro gioco d'azzardo può essere un enorme passo avanti.

Se conosci qualcuno affetto da ludopatia e vuoi aiutarlo ecco alcuni utili suggerimenti su cosa fare.

  1. Usa il dialogo, chiedi alla persona di parlare con calma del suo problema. Evita qualsiasi conflitto o espressione aggressiva, fai domande sui suoi sentimenti, cerca dei motivi per convincere la persona ad ammettere la sua dipendenza. Ammettere il problema è spesso la parte più difficile.
  2. Offri il tuo supporto: mostra alla persona che sei disposto a sostenerla nell’uscire dal tunnel. Ricorda di mantenere la calma e usare parecchia discrezione e fai del tuo meglio per conoscere ciò che sta vivendo in modo che tu possa essere lì ogni volta che ha bisogno di te.
  3. Evita il confronto: non accusare la persona di avere un problema. Lascia invece che si assuma la responsabilità di ammetterlo. Se un discorso diventa conflittuale non perdere il controllo della situazione ed evita di controbattere. Scegli con cura le tue parole per evitare fraintendimenti.
  4. Non giudicare velocemente, non condannare o affrettare conclusioni dal comportamento che la persona sta esibendo. Invece, sii di supporto e fai domande per dimostrare che sei disposto a capire e aiutarla.
  5. Cerca dei gruppi di supporto. Indirizza la persona verso un gruppo di supporto per il gioco d'azzardo oppure verso uno specialista o un ente che possa fornire consulenza e aiuto. A volte parlare di un problema con uno sconosciuto è più facile che parlare con un amico o un familiare.
  6. Gestisci il suo denaro. Se la persona è d'accordo, prova a gestire i suoi soldi per un breve periodo di tempo finché non sente di poter di nuovo gestire le proprie spese. In alternativa, trova un limite settimanale concordato per il gioco per tenere sotto controllo l’abitudine. Evita di aiutare la persona con prestiti oppure pagandogli i debiti poiché la persona deve imparare ad assumersi le proprie responsabilità.
  7. Armati di pazienza ricorda che ogni giorno va affrontato singolarmente e non affrettare la persona a superare la sua dipendenza dal gioco. Mettere la persona sotto stress o spingerla controvoglia potrebbe avere l’effetto contrario e potrebbe ributtarsi nel gioco proprio per superare lo stress indotto. Lascia che la persona faccia le cose con i propri tempi quando è pronta a fare un cambiamento.

Prevenire le azioni di suicidio derivanti dalla ludopatia

Secondo uno studio dell’Università svedese di Lund, le persone affette da gioco patologico sono soggetti con un rischio più elevato di 15 volte nell’azione del suicidio.

Da questo se ne deduce che ci sono elevate possibilità che un ludopatico pensi al gesto estremo, una volta che si rende conto di essere schiacciato dai debiti di gioco e da tutto quello che ne consegue. In Italia esistono vari modi per chiedere e ottenere aiuto. Il numero unico nazionale del Servizio Prevenzione Suicidi è il 112.

Alternative al gioco

La febbre del gioco tende a essere totalizzante isolando il soggetto da tutto ciò che gioco non sia. I ludopatici perdono interesse in attività di altro tipo che conducevano precedentemente. Riuscire a riaccendere la passione per altri hobby e interessi è un buon traino per uscire dal gioco patologico.

Gioco responsabile
Yoga e meditazione spesso chi si immerge nel gioco è perché vuole fuggire da pensieri negativi entrando in uno stato di quasi tranche. La meditazione e lo yoga riescono a ricreare una sorta di situazione simile, l’individuo entra in uno stato di piacevole sospensione dal mondo esterno, simile al modo elettrico e rumoroso di isolamento psicologico che provoca una slot machine in azione.
Compiere attività per innalzare il livello di adrenalina in molti casi l’emozione della scommessa e della puntata danno quella scarica di energia di cui si nutre il giocatore. Questa sensazione è possibile ricrearla praticando attività sportive avventurose. Un percorso di motocross o scalare una parete (cosa che si può fare anche indoor in palestre apposite) o simili attività che innalzano il livello di adrenalina possono diventare sostituti del gioco d’azzardo.
Il piacere della scoperta inaspettata vincere al gioco è spesso l’attesa di una vincita inaspettata. La stessa cosa che si può ottenere esplorando luoghi che non si conoscono. Viaggiare è terapeutico in molti casi e non c’è bisogno di andare troppo lontano per scoprire nuovi luoghi. Basta una gita fuori porta oppure il visitare un monumento o un museo della propria città che non si è mai visto. La curiosità per qualcosa di nuovo soppianta bene i pensieri deleteri del gioco compulsivo.
Proporsi come volontari in associazioni per aiutare persone o animali il tornare a sentirsi utili per qualcuno senza essere additati come giocatori compulsivi ha un effetto benefico sulla psiche. La persona si sente di nuovo socialmente utile riuscendo a stare lontano dal gioco. Questo combatte il vuoto sociale in cui spesso un ludopatico cade in quanto evitato dagli amici o dai componenti del suo nucleo familiare.
Passare del tempo con la propria famiglia se l’ambiente domestico non fosse del tutto compromesso dalla mania del gioco allora tornare a passare momenti insieme aiuta molto. Il giocatore realizza quante cose si sta perdendo mentre gioca, ha un recupero della fiducia in sé stesso e non si sente isolato socialmente. Capisce che può contare su qualcuno e che può farcela a uscire dal problema del gioco patologico.

Miti e verità sulla ludopatia

Anche una tematica di questo genere è ricca di stereotipi e luoghi comuni. Questi offuscano la percezione del problema sia per la persona afflitta che per chi gli sta intorno che potrebbero non riconoscere il problema esattamente.

Mito numero 1: il problema non è grave se il giocatore può permettersi le perdite che accumula.

Realtà: non è solo un problema economico e anche se un giocatore può permettersi le perdite vedrà rovinarsi i suoi rapporti sociali, professionali fino a vivere problemi di salute mentale.

Mito numero 2: Il gioco d'azzardo problematico è solo colpa della persona che è irresponsabile, immatura o stupida.

Realtà: Il gioco patologico potrebbe colpire chiunque indipendentemente dal livello culturale, dalla provenienza sociale o dalle doti intellettive. Anche chi è considerato una persona lucida e razionale potrebbe cadere nella trappola del gioco in seguito a situazioni di elevato stress o per altre cause.

Mito numero 3: il ludopatico gioca ogni giorno.

Realtà: non è così perché ci sono casi di ludopatici che si dedicano alle scommesse su eventi sportivi, che non ci sono tutti i giorni, o alle estrazioni settimanali del lotto. Anche questi individui possono essere problematici passando tutto il loro tempo a cercare informazioni e sistemi per vincere e aumentando continuamente la somma di denaro che puntano.

Mito numero 4: bisognerebbe aiutare il ludopatico pagandogli i debiti.

Realtà: no, questo sistema incoraggia il giocatore a proseguire nel gioco in quanto sa che ha qualcuno che provvederà economicamente ai danni che ha provocato. In cuor suo il ludopatico pensa di aver trovato dei fondi da sperperare nel gioco.

Mito numero 5: Una persona afflitta dal gioco patologico scommette e gioca su qualsiasi cosa.

Realtà: spesso i giocatori hanno il loro modo preferito di giocare. Con la diffusione delle slot machine negli esercizi pubblici si sono diffusi i ludopatici che ci giocano in maniera ossessiva, ma il problema esisteva già da prima. C'è chi scommette compulsivamente sull’ippica piuttosto che al lotto, al totocalcio senza dimenticare anche i gratta e vinci. Ogni giocatore si fissa solo uno o pochi altri tipi di giochi.

Risorse e aiuti per i giocatori

Sono diversi i tipi di aiuto e I professionisti specializzati nella cura del gioco d’azzardo patologico. Molte associazioni sono patrocinate da enti come Regioni, Province o Comuni. Altre associazioni sono il risultato delle azioni di singole persone che negli anni sono riuscite a creare soluzioni al problema. Ecco alcune delle realtà maggiormente attive in Italia.

Il Telefono Verde Nazionale è un servizio anonimo promosso dall’Istituto Superiore di Sanità. Il numero 800.558.822 è attivo dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 16. Gli operatori socio sanitari addetti alla linea possono indirizzare la persona presso le strutture sanitarie locali, professionisti o associazioni di supporto.

Gioca Responsabile è il servizio che cura le dipendenze da gioco d’azzardo creato da Federazione Italiana degli Operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze (FeDerSerD). Gioca Responsabile mette a disposizione il numero verde 800 151 000 che offre un servizio gratuito e anonimo di supporto ai ludopatici. Il numero è attivo dal lunedì al giovedì dalle 16 alle 20.

Gruppo Abele: l’associazione fondata da Don Ciotti è attiva su diversi fronti ma quello principale rimane il trattamento delle dipendenze. Tra queste anche quella del gioco e dei problemi derivanti da essa. Gruppo Abele è attivo da oltre 50 anni e conta su volontari preparati che operano in diversi settori di intervento.

La Società Italiana di Intervento sulle Patologie Compulsive (S.I.I.Pa.C) nasce nel 1999 come prima realtà italiana specializzata proprio sul gioco d’azzardo compulsivo. S.I.I.Pa.C oggi conta su uno staff composto da professionisti di diversa natura come psicologi, psichiatri, neurologi, sociologi e avvocati per poter affrontare il problema in tutte le sue sfaccettature. Ha sede a Bolzano ma opera in diversi parti d’Italia.